Nuove bestie in politica: i cinocefali


Quello della politica è da sempre un terreno popolato dalle creature più disparate, vediamo personaggi differenti avvicendarsi in questo mondo. Possiamo distinguerli dal carattere, dall’astuzia, dagli ideali, dal metodo…

ultimamente vediamo emergere dei nuovi personaggi, delle nuove bestie (termine non dispregiativo, ma pseudoscientifico): i cinocefali.


In questo periodo di lockdown ho scoperto i podcast, questo stupendo modo di rimanere sempre sul pezzo e di tenersi informati, anche mentre sei al supermercato o a correre, semplicemente indossando un paio di cuffiette.


Fra i primi podcast che ho scoperto c’è ovviamente il mitico Barbero, divenuto ormai un’icona per i più; ma nell’ultimo periodo, ne ho scoperto uno nuovo, che ha immediatamente attirato la mia curiosità. Si intitola “Bestiario Politico” ed è curato da Gianluca Briguglia Professore associato presso l’Università di Venezia, ovviamente ve lo consiglio, ma volevo approfondire una figura che ho incontrato ascoltando questo podcast e che mi è sembrata più attuale che mai.


I cinocefali erano creature mitologiche con il corpo di uomo e la testa di cane.

Queste bestie erano difficili da comprendere nel linguaggio poiché a volte parlavano come umani e a volte latravano selvaggiamente, né del tutto uomini, né del tutto bestie ma un perfetto miscuglio che confonde, affascina e incute timore.


Queste creature ci vengono descritte da Esiodo, Luciano di Samosata e Marco Polo racconta di averli incontrati durante il suo viaggio, ma poi ne abbiamo perso le tracce.

Guardandomi attorno mi sono reso conto che queste figure sono più attuali che mai, l’ondata popu-sovranista non ha fatto altro che far proliferare queste strane creature facendole riemergere dalle loro tane e dagli anfratti della storia in cui si erano rifugiati.


Questi esseri sono capaci di mimetizzarsi in maniera eccezionale, a volte è difficilissimo riconoscerli, parlano di famiglia, di religione, sono contro la droga e si descrivono come personcine per bene vittime dei “cattivoni” che vogliono rendere questo mondo un postribolo indecoroso e nauseabondo. Dietro questa immagine che danno di loro però, quando meno te lo aspetti si rivela la parte selvaggia. Sono sempre pronti a cacciare le zanne, ruggendo e mordendo. Quando meno te lo aspetti puoi sentire grida come “è finita la pacchia”, o chiamate alle armi rivolte ai patrioti oppure invocazioni di ruspe.


Ma è al grido di “Io sono una donna, sono una madre, sono cristiana”, è lì che la/il cinocefalo dà il meglio di sé dando voce al suo ruggito migliore, magari sfoggiando una vena pulsante e un colorito violaceo tendente al bordeaux. Quello è il principale metodo di richiamo del cinocefalo, inoltre riesce a riprodursi rapidamente insinuandosi nella società e fra la gente comune facendo sviluppare diverse specie, ognuna con determinate caratteristiche. Alcune sono riconoscibili perché il loro verso somiglia a frasi negazioniste magari contro i vaccini o la SHOA, altri invece sono caratterizzati dall’odio verso i deboli o i diversi.


Questi personaggi sono caratterizzati dall’apparente ferocia, se sono in molti diventano molto pericolosi. Non tutti praticano la violenza fisica ma sono ferratissimi in quella verbale e se vogliamo anche morale. Quando sono soli sono praticamente innocui.


Non bisogna odiarli ma solo ragionare con loro facendo prevalere la loro parte umana, quella selvaggia la si può addomesticare…

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