Per la partita del covid non ci sono palestre

Sembra un’assurdità ma praticare attività sportiva nella città europea dello sport 2022 è un’impresa tutt’altro che facile.


Il sisma del 2009 ha gettato nel caos il mondo dello sport a causa della scarsità degli spazi e il covid non ha fatto altro che acuire questa difficile situazione.


A L’Aquila le cose stanno così: le emergenze si sovrappongono una su l’altra e ci si arrabbatta alla ricerca di una soluzione che consenta la sopravvivenza.

Gli spazi che vengono messi a disposizione dal comune sono esclusivamente le palestre scolastiche, ed in tempo di covid sono venute a mancare anche queste ultime a causa della chiusura delle scuole.


Pertanto, per fronteggiare la mancanza di palestre le numerose società sportive sono costrette spartirsi le poche esistenti, contingentando fra loro le ore disponibili.

Inoltre, in alcune di queste strutture, ad esempio le palestre delle scuole secondarie di primo grado Dante Alighieri e Teofilo Patini, si è scoperto solo nel 2019 in occasione dei Campionati Nazionali Universitari, svolti a L’Aquila, che gli spalti non sono adibiti ad ospitare il pubblico.


Dunque, attualmente non si possono svolgere eventi federali e manifestazioni sportive alla presenza di spettatori, nonostante negli anni precedenti sia stato fatto ignorando questa problematica e rischiando di incorrere in spiacevoli eventi.

Le poche strutture private per mantenersi sono costrette a richiedere un costo elevato che grava non solo sulle società sportive, ma ovviamente anche su gli iscritti.


Se ci guardiamo attorno però delle strutture potenziali ci sono… Basti pensare al Palasport di Viale Ovidio (piscina comunale) che a undici anni dal terremoto ancora non è utilizzabile, per non parlare del Palajapan, il palazzetto donato alla nostra città dal Giappone ma che pur essendo pronto a livello strutturale, all’interno è totalmente vuoto e nessun amministratore o esponente politico si occupa di proporre una soluzione o una visione riguardo questa costosissima e prestigiosa struttura nonostante abbia un enorme potenziale.


Tutto ciò rappresenta solo la punta dell’iceberg delle problematiche che coinvolgono il mondo dello sport. È doloroso ma necessario affermare che fare sport nella nostra città non è come praticarlo in altre parti d’Italia e l’emergenza covid non ha fatto altro che peggiorare lo scenario generale.


Tanti sono i punti interrogativi, molto poche le risposte e ancor meno le proposte…

Dinanzi a tutto ciò è necessario difendere il diritto allo sport, poiché quest’ultimo è momento di aggregazione e motivo di crescita personale e sociale. Abbiamo bisogno della passione, della disciplina e dello spirito di squadra che appartengono al mondo dello sport, in particolare in questo momento!


Non voglio fare polemica, ma far emergere le tante difficoltà contro cui si deve scontrare un atleta, o potenziale atleta, nel nostro territorio. Tante sono le ragazze e i ragazzi che sognano di dedicare la loro vita a questo mondo. Dobbiamo batterci affinché possano farlo nella nostra città. Formare campioni non vuol dire solo coronare il sogno di giovani atleti ma dare lustro al nostro territorio. È per questo motivo che continueremo ad occuparci di questa situazione e fare luce riguardo questa tematica.


Lo sport è fondamentale non solo per gli sportivi, ma anche per chi non lo pratica per questo dobbiamo difenderlo ed investire su di esso, soprattutto in questo periodo in cui tutti abbiamo bisogno di rispettare le regole è necessario fare squadra per giocare questa partita con creatività e coraggio.


Questo non solo è il modo per vincere il virus, ma anche per risollevare una città e promuovere il mondo sportivo!

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