Stacey Abrams e la sua rivoluzione in Georgia.

Aggiornamento: gen 22

Il movimento dal basso, guidato da una nuova leader afroamericana, che ha cambiato le sorti di queste elezioni americane.

Nella tornata elettorale per le elezioni presidenziali e per il Congresso degli Stati Uniti d’America, di cui tutto il Mondo ha parlato, ha avuto enorme rilevanza uno Stato in particolare. E non mi sto riferendo ai sempre citati e sempre in bilico Ohio o Florida, ma a uno Stato del Sud che fino a poco tempo fa, come tutti gli stati meridionali, veniva considerato come “solid Red” (ossia saldamente repubblicano): questo Stato è la Georgia.

Pu trattandosi di uno Stato da tempo conservatore, Joe Biden qui è riuscito a prevalere su Trump di quasi 12mila voti; non accadeva da 28 anni che un candidato democratico riuscisse a prevalere su uno repubblicano. In più, il 5 gennaio scorso si sono svolti i ballottaggi per i due seggi senatoriali e inaspettatamente sono riusciti a spuntarla due democratici: Raphael Warnock, primo nero eletto in Georgia, e Jon Ossoff, giovanissimo giornalista di 33 anni ebreo. La Georgia non eleggeva senatori democratici dal 2005.


Ma come si è arrivati a questi risultati? Di chi è il merito?


Andiamo a vedere. Iniziamo con qualche informazione su “The Peach State”, lo Stato delle Pesche, o anche “The Empire of the South”, l’Impero del Sud.


La Georgia come già detto si trova nel Sud, ha quasi 10 milioni di abitanti, è la patria della Coca Cola, della CNN, di grandi musicisti come Ray Charles e James Brown, delle Olimpiadi di Atlanta del 1996 e Stato di ambientazione di grandi film, tra cui il cult “Via col Vento” e “Forrest Gump”. Ma la Georgia è soprattutto uno Stato con una storia politica interessantissima, fieramente sudista durante la guerra di secessione e territorio delle lotte per i diritti civili degli anni ‘50 e ’60, poiché Martin Luther King era nato ad Atlanta e da lì mosse i primi passi della sua lotta per i diritti degli afroamericani, la stessa che gli costò la vita nel 1968. Jimmy Carter, poi, era governatore democratico della Georgia quando divenne presidente nel 1976.


Proprio da questo Stato si sta muovendo il cammino di un altro grande personaggio afroamericano. Il suo nome è Stacey Abrams, è una donna di 47 anni, attivista da quando ne aveva 17 e per un soffio mancata governatrice dello stato nel 2018. Nata in una famiglia operaia con altri cinque fratelli, ha da sempre conosciuto il dramma della povertà, dell’indigenza e soprattutto i limiti del welfare americano. Dall’inizio della sua attività politica Stacey Abrams ha unito le battaglie per i diritti degli afroamericani con le lotte di parità di genere e le istanze sociali e della working class. Ha sempre ribadito, e tuttora ribadisce, che la povertà sia il peggior nemico dell’economia e di una società avanzata.

Tuttavia, la sua più grande intuizione è stata quella di ricercare la vittoria e il consenso non cercando di persuadere gli elettori moderati del partito repubblicano a spostarsi verso il partito democratico, facendolo diventare automaticamente più centrista e moderato, ma cercando di portare al voto le persone che in genere non vanno a votare, ossia poveri e minoranze, spesso ostacolati da assurde e antidemocratiche leggi statali che restringono la partecipazione.

Da oltre un anno, grazie ai social e a incessanti incontri dal vivo, Stacey Abrams e il suo team si sono concentrati a convincere e a far registrare cittadini e cittadine per votare, mobilitati da una piattaforma progressista che portava avanti temi sociali ed economici molto sentiti come assistenza sanitaria e debiti universitari.

I risultati sono arrivati: altissima affluenza, grandissima partecipazione di neri, ispanici e altre minoranze, boom di registrazioni, e così il partito democratico ha strappato a Trump e alla destra uno Stato che fino a qualche mese fa era impensabile conquistare.

Tutto questo principalmente grazie a una donna che sicuramente avrà un futuro nella politica statunitense e nelle lotte dei lavoratori, nel movimento del Black Lives Matter e nell’avanzamento delle minoranze.


Forse quella di Stacey Abrams potrà essere una ricetta vincente per sconfiggere definitivamente la prepotenza di Donald Trump e la violenza dei suoi seguaci più esaltati.


William Giordano

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